Celebrare l’unicità e, quindi, omaggiare la diversità ha messo, innanzitutto, noi maestre di fronte ad una sfida educativa molto delicata.
Considerare ogni bambino davvero unico significa rispettarne i tempi di crescita, le caratteristiche, i talenti ma anche le fragilità; per la nostra scuola vuol dire anche rinunciare ad etichette e classificazioni, a favore di un ambiente educante accogliente e rassicurante.
Ogni bambino può esprimere la sua ricchezza in un contesto non giudicante fatto di adulti capaci di ascoltare e compagni con i quali condividere, con gioia, un tratto di strada. È nella relazione con l’altro che questa unicità, pur rispettata, non diviene pretesto per sentirsi superiore, quindi, detentrice di diritti esclusivi. Con questa consapevolezza l’unicità diviene, paradossalmente, sinonimo di uguaglianza: “Tutti diversi, tutti uguali, tutti unici e speciali”.
Ciascuna classe ha potuto sviluppare queste importanti tematiche durante tutta una settimana mettendo in campo idee creative e attività divertenti. Canzoncine e filastrocche hanno animato le giornate fornendo il ritmo giusto a ogni proposta.
Come dimenticare la ballata dei calzini che ha coinvolto piccoli e grandi in passi di danza o il coding, attraverso il reticolo, per arrivare alla lavatrice o allo stendino per appendere i calzini…
Grande successo ha avuto il racconto della storia di “Lupo Mirtillo” con la tecnica giapponese del kamishibai, il teatrino di legno lungo il quale scorrono le immagini, ha attirato l’attenzione dei piccoli che con versi, rumori e musiche hanno aiutato le maestre nella narrazione. I bambini si sono rattristati con Mirtillo quando si sentiva solo proprio come un calzino ma hanno imparato, grazie alla presenza dei suoi amici, che l’unicità diviene una risorsa se è vissuta con gli altri, in libertà.
Una giornata, questa, che si inserisce bene nella progettazione annuale della scuola che si è ispirata al racconto de “Il Piccolo Principe”. La “diversità” ha permesso a quel piccolo viaggiatore di confrontarsi con l’aviatore e con il suo punto di vista di adulto e al secondo di scoprire come, negli anni, aveva rinunciato alla sua parte più innocente e spontanea; la “bellezza” è nella rosa che, agli occhi di chi la ama, è speciale e preziosa; l'”unicità” è nel legame addomesticato tra il piccolo principe e la volpe fatto di cura, tempo e dedizione.
Piccoli semi lasciati cadere giorno dopo giorno nei cuori dei più piccoli affinché possano diventare uomini e donne capaci di amare, di accogliere e di donarsi un domani a favore di una società più giusta e aperta.
Teresa Picone

